Salsa a Roma

LA CLAVE - Salsa a Roma

El Son de la Salsa
Scuola di Ballo
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LA CLAVE

Due “pezzi di legno” alla base di tutto
Alla base di tutto c’è la clave, magico, intrigante, misterioso ritmo scandito dalle claves. Eh, si: due
semplici “pezzi di legno”, quasi ad evidenziare, se ce ne fosse bisogno, le origini povere e popolari
del son e dei suoi discendenti. Forse, le prime claves sono state quelle barrette cilindriche che
servivano ai marinai per sistemare e bloccare le sartie (vi ricordate i film sui corsari?) e che, nei
momenti di svago, venivano probabilmente usate per battere il tempo delle melodie popolari.
I due bastoncini, di un legno alquanto duro (spesso di guayacan), hanno una forma cilindrica; uno dei
due può essere leggermente maggiore in dimensioni ed essere scavato all'interno in modo da
conferire maggiore volume al suono.
La clave, dunque, è battuta da questi pezzetti di legno e detta il ritmo di tutti i balli afro-cubani,
dal son alla salsa, dal mambo alla rumba: ognuno con una sua clave caratteristica.
Dove però la clave riveste un’importanza particolarissima è nel son e, di conseguenza, nella
salsa.Tanto è vero che “sin clave no hay son”, come recita un famosissimo ed diffusissimo detto
popolare e che tutti gli artisti e musicisti, soneros o salseros, non perdono occasione per sottolineare
tale rilevanza, sia nelle varie interviste che nelle letras delle loro interpretazioni. L’immensa Celia
Cruz, per esempio, ha voluto inserire un brano intitolato proprio “sin clave no hay son” in una delle
sue ultime produzioni: quasi una raccomandazione in un ideale testamento.
Da dove deriva tutta questa importanza della clave? Molto concisamente: il suo ritmo dona alle
melodie il caratteristico savor, cioè quel gusto, quel sapore, appunto, tipico del son ed è essenziale
per trasferire questo savor alle movenze di chi balla. Eccoci dunque arrivati al punto che qui
maggiormente ci interessa: chi balla salsa o son non può prescindere dalla clave, se vuole che il suo
stile sia sensuale, elegante e sabroso. Il bailador deve seguire la clave, adattarsi ad essa, farsi
ammaliare dalla sua magia e, quando non sia scandita esplicitamente ma solo sottintesa, deve
intuirla e muovere i suoi passi in accordo con essa.
LA CLAVE, MUSICALMENTE
Musicalmente, la clave di son e quella di salsa si sviluppano in due battute, speculari e alternate, di
4/4 (a volte di 2/4, come nella figura): in una, le claves battono tre colpi, nell’altra due.
Nella battuta a tre colpi, il primo di questi viene dato sul primo battito, il secondo colpo tra il
secondo ed il terzo battito, il terzo colpo sul quarto battito. Nella seguente (o precedente) battuta a
due colpi, il primo colpo viene dato sul secondo battito ed il secondo colpo sul terzo battito. Quindi
tra i colpi della battuta a tre l’intervallo è più lungo che tra i colpi della battuta due. Superfluo dire
che l’ascolto della musica, prestando particolare attenzione alla ritmica e, almeno per le prime
volte, sforzandosi di individuare la clave tra le percussioni, è assolutamente necessario per
sviluppare la sensibilità che ci permetterà di percepire la clave, anche quando essa non sia
chiaramente espressa dallo strumento, e la si debba intuire “tre le righe” delle altre percussioni,
cioè della conga, il bongo, i timbales, ecc…, le quali, tutte, pur seguendo una loro specifica linea, si
basano su di essa ed è quindi facile ad un orecchio esercitato dedurre la clave sottointesa.
Tutti i musicisti, mentre suonano la Salsa, pensano, interpretano ed improvvisano in funzione della
clave. Alcuni esempi possono essere la “cascara” (figura ritmica suonata con la bacchetta sul fusto
dei timbales) o il ritmo della campana, che, eseguite in certi punti del brano, fanno ben capire la
direzione della clave e, comunque, tutta la ritmica e la melodia del brano fanno intuire la clave. In
ogni modo, tutta la sezione ritmica (congas, bongoes, timbales, ma anche guïro e maracas, ecc.) si
conformano al magico, misterioso, intrigante susseguirsi di due colpi/tre colpi della clave.
Esistono alcune variazioni della clave che prendono il nome dal ritmo per cui vengono suonate.
C'è, per esempio, una clave di rumba cubana che fa ritardare di ½ battito il 3° colpo della battuta a
tre colpi ed una chiave brasiliana che fa ritardare di ½ battito il 2° colpo della battuta a due.
Entrambe queste variazioni si possono sentire in alcuni frangenti dei brani, o in un intero brano di
salsa.
Anche il ballerino deve tener presente la grandissima importanza che ha la clave nella salsa e deve
saperla interpretare. Deve cioè “ballare in clave”: balla dunque “in clave” chiunque si ispiri e si
adegui al ritmo della clave mentre balla. Per altri, invece, ballare in clave significa semplicemente
scegliere di iniziare la sequenza di passi sul primo o sul quinto battito (ballare sull'uno) oppure sul
secondo o il sesto (ballare sul 2).
Vediamo ora come i passi del ballerino si debbano adeguare alla clave. Ed a questo punto ci
imbattiamo in una domanda: si deve ballare sull’uno o sul due? Per evitare confusioni, stabiliamo,
prima, cosa voglia dire ballare sull’uno o sul due. Quasi senza tema di essere contraddetti, si può
affermare che muovere il primo passo (uno - sinistro per l’uomo, destro per la donna) sul primo
battito della battuta a tre colpi (di clave) significa ballare sull’uno, mentre muovere il primo passo
sul secondo battito della battuta a due colpi (di clave) ci fa ballare sul due. Stabilito ciò, possiamo
dire, quasi altrettanto tranquillamente, che il son e la salsa portoricana vanno ballati sul due,
mentre la salsa cubana deve essere ballata sull’uno.
INTERPRETAZIONE RITMICA
Per concludere, considerando la clave e la sua distribuzione in due battute successive, avremo la
possibilità di ballare in sei diversi modi, all'interno di una frase musicale elementare, cioè 2 battute
e 8 battiti (4 battiti per battuta).
Tenendo conto dello schema dei passi di una Base Alternata, il cavaliere potrà eseguirli iniziando a
ballare il primo passo sul primo battito di una battuta, in questi due modi :
1) 5,6,7, - 1,2,3,- (sull'1 indietro)
2) 1,2,3, - 5,6,7,- (sull'1 avanti)
Oppure li eseguirà ballando il primo passo sul secondo battito di una battuta, in questi quattro modi:
3) 6,7,8, - 2,3,4,- (sul 2 indietro)
4) 2,3,4, - 6,7,8,- (sul 2 avanti)
5) 6,7, -,1,2,3, -,5 ("break on 2" indietro)
6) 1,2, -,5,6,7, -,1 ("break on 2" avanti)
Nel primo caso balleremo sulla melodia, ma solo con riferimento alla battuta, mentre nel secondo
balleremo anche, con riferimento alla frase da otto battiti. Nel terzo e nel quinto caso, balleremo
interpretando le cellule ritmiche musicali, tipiche dei vari strumenti. Nel quarto e nel sesto faremo
anche riferimento alla frase da otto.
Nel rispetto di quanto detto sopra, rientrano quindi anche le possibilità di ballare "en clave", sia
partendo sul primo colpo dei tre, che sul primo colpo dei 2, indipendentemente dal fatto che si tratti
di un brano suonato in clave 2/3 o 3/2.
Tutto ciò che non rientra in questi casi è da considerarsi al di sotto del minimo accettabile, ovvero
fuori tempo.
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